Tutti pazzi per una rom

Postato da admin Non ci sono commenti sabato 5 dicembre 2009

PER dirla in modo melodrammatico, è la forza del destino: nell’ anno nero dei rom, dopo settimane di triste gioco dell’ oca con i nomadi una casella avanti alla ricerca di ogni buco nascosto sotto un viadotto e i vigili dietro a sgomberarli appena qualcuno si accorge che hanno piantato le tende lì, il 7 dicembre alla Scala gli “invisibili” per definizione saliranno sul palcoscenico e avranno tutti gli occhi puntati addosso. CALMA, non sarà la riedizione in chiave rom dell’ “assalto alla Prima” di sessantottina memoria. La colpa sarà tutta dell’ autore del racconto Carmen, Prosper Mérimée e di Georges Bizet che lo ha messo in musica. Il primo, scrittore curioso, storico, archeologoe poliglotta (ahi ahi, arabo compreso), dei rom aveva la manìa: ne subiva il fascino al punto da fare della quarta parte della sua novella un trattatello di etnografia che agli zingari riconosce, oltre alle inclinazioni al furto e al coltello (evidenti nella trama) anche una cultura e un orgoglio ribaldo. Bizet, da parte sua, ha prestato a Carmen melodie seducenti e irresistibili. Ma il fatto resta, inequivocabile: Carmen è proprio una rom come quelle che oggi incontri in metrò. E il sergente José anziché mandarle le ruspe o tutt’ al più farle siglare un patto di legalità, se ne innamora. Va perfinoa vivere in un campo con lei, e tutti lì, da 130 e pass’ anni, ad applaudire. Così qualche imbarazzo, forse, nella platea della Prima e seguenti dovrebbe esserci: magari il dubbio, ammirando commossi la forza e la libertà di quella poco di buono di Carmencita, che i rom non siano sempre e necessariamente “l’ uomo nero”. E che Mérimée, trasfigurandola certamente in un simbolo, non avesse più torti di chi li trasfigura in blocco nel simbolo opposto. Lui vedendo bellezza e fierezza là dove altri non riescono più a scorgere neppure umanità.

[FONTE]

Leave a Reply