ACHILLE SERRA: ALEMANNO NON HA RISOLTO LA QUESTIONE DEI NOMADI

Postato da admin Non ci sono commenti domenica 25 gennaio 2009

sindacoNon ho mai sentito i romani dire “oggi alle nove di sera me ne vado a casa”. Non è una cosa da Roma questa. Non lo è mai stata anche prima degli anni di Veltroni. Negli ultimi mesi comincia davvero a esserci la paura. La voce del senatore Pd, Achille Serra, si interrompe tutte le volte che parla della Capitale. Il superpoliziotto non ha dimenticato i quattro anni e un mese vissuti qui da prefetto. Per garantire la sicurezza è necessario integrare gli stranieri ripeteva già allora. Se non si risolve la questione dei campi rom l’insofferenza si trasformerà in razzismo, aggiungeva. Ora che è emergenza stupri, che cresce l’intolleranza verso gli stranieri, l’ex prefetto indica la via d’uscita: «Prevenzione e dialogo senza soffiare sul fuoco come ha fatto invece la destra alle ultime elezioni».
Senatore, cosa accade a Roma?
«Aumentano stupri, omicidi, rapine. Alemanno ha speculato sul caso Reggiani ma, com’erano ingiuste le accuse a Veltroni, ora non si può imputare a lui se c’è uno stupro in periferia. Bisogna prevenire con illuminazione e telecamere, rendere le pene immediate e certe. Il vero problema del sindaoo è un altro. Dopo le promesse, ‘Manderemo via i rom, cacceremo i clandestini’, non ha risolto la questione dei nomadi».

Cosa non ha fatto?
«Ha polverizzato la loro presenza in città, rendendo difficile il lavoro della polizia. Il tutto perchè ha creduto di poter sbaraccare, mandare i nomadi altrove, senza tenere conto delle reazioni degli altri sindaci. Proprio per questo con Veltroni avevamo in mente 4 grandi villaggi dove far vivere chi voleva integrarsi. Tutti gli altri sarebbero stati allontanati dagli stessi nomadi, oltre che dalla polizia. La destra ci ha bloccato».

Come?
«In ogni quartiere, l’opposizionedi allora soffiava sul fuoco, spargeva terrore tra i cittadini che scendevano in piazza. ‘Noi siamo i duri, la sinistra sottovaluta la sicurezza’ dicevano. Oggi che sono al governo, che hanno fatto? Hanno mandato via a Roma il prefetto Mosca e messo i militari in mezzo alle strade».

Berlusconi li vuole duplicare.
«La sicurezza non si fa con l’Esercito, che svolge un ruolo eroico in paesi come il Libano. I 3mila militari, che tanto sbandierava il governo, divisi su dieci aree diventano 300. Circa 150 per turno. Che poi siano 400 a Milano e Roma per ovvi motivi elettorali e 100 in Calabria, resta comunque un numero sparuto. Ora che significa la fase due? Diecimila militari? Se la militarizzazione delle città tranquillizza la gente, perchè attraverso le tv si riesce a far passare il messaggio che tutto va bene, ben venga, ma non si può dire che così si evitano i fatti di questi giorni»

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