PREFETTO DI ROMA INCONTRA ROM PRESSO COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO

Postato da admin Non ci sono commenti venerdì 25 luglio 2008

segidioRoma, 25 lug – Questa mattina il prefetto di Roma Carlo Mosca ha incontrato presso la comunita’ di Sant’Egidio una folta delegazione di rom di vari gruppi, oltre 150, che vivono a Roma. L’incontro, rende noto un comunicato di Sant’Egidio, e’ stata l’occasione per spiegare direttamente alle persone interessate il processo messo in moto dalle ordinanze ‘’sull’emergenza nomadi”.

All’incontro erano presenti tra gli altri il presidente della Comunita’ di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e diversi collaboratori del prefetto Mosca sulla ”questione rom”, tra cui Mario Quinto. Mosca, nella sua funzione di Commissario Straordinario, ha spiegato come avverra’ il censimento alla luce delle nuove ”linee guida per l’attuazione delle ordinanze” emanate dal ministero dell’Interno e ha ricordato come sia importante instaurare un clima di reciproca fiducia in questa fase iniziale delle operazioni.

I rom, invitati dalla Comunita’ di Sant’Egidio, che da oltre 25 anni frequenta i diversi gruppi presenti a Roma, provenivano da molti ”campi autorizzati” e da diversi ”campi spontanei”. In molti, rende noto il comunicato, hanno preso la parola e hanno espresso grande soddisfazione e gratitudine per la scelta del prefetto di incontrarli personalmente. Hanno poi fatto diversi interventi per spiegare la loro situazione e rivolto molte domande alla luce delle novita’ di questi giorni. I vari interventi hanno sottolineato alcuni temi ritenuti prioritari: la concessione di documenti di identita’, la scolarizzazione dei bambini, il desiderio di case, cioe’ il superamento del ”campo”.

Il prefetto ha poi risposto alle varie questioni poste. Il presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, dopo aver ricordato l’impegno della comunita’ accanto ai rom, ha ringraziato il prefetto per l’incontro e ha espresso apprezzamento per le ”linee guida”: ”Il nuovo documento – ha affermato – chiarisce che le modalita’ di identificazione per i rom avverranno come per tutti gli altri cittadini, secondo le norme gia’ in vigore, e sottolinea come l’intervento debba avere un carattere prevalentemente umano e sociale. Questo e’ molto importante perche’, bisogna smettere di pensare ai rom come a persone diverse da noi”.

Impagliazzo ha poi sottolineato come questo momento possa essere propizio per affrontare e risolvere il problema giuridico dei rom ex Jugoslavi: ”Sono alla terza generazione che nasce in Italia, ma non hanno la cittadinanza italiana e nemmeno possono essere espulsi poiche’, nessuno stato li riconosce cittadini”. Al riguardo, ricorda la nota, Sant’Egidio propone due strade immediate: il riconoscimento dello status di apolide o il permesso di soggiorno per motivi umanitari. L’incontro e’ durato quasi due ore.

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