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		<title>No, non erano i Rom</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche ieri, nel caso del neonato rapito, si è parlato per ore di una presunta e inesistente pista Rom. Non sono stati blog xenofobi o media minori a diffondere la notizia, ma le agenzie stampa Ansa, Agi, Adnkronos, riprese poi da quotidiani online, Sky Tg 24 ecc.
Il pregiudizio razzista contro i Rom ha già fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche ieri, nel caso del neonato rapito, si è parlato per ore di una presunta e inesistente pista Rom. Non sono stati blog xenofobi o media minori a diffondere la notizia, ma le agenzie stampa Ansa, Agi, Adnkronos, riprese poi da quotidiani online, Sky Tg 24 ecc.</p>
<p>Il pregiudizio razzista contro i Rom ha già fatto molti danni, e l&#8217;informazione non aiuta a combatterlo.</p>
<p>Roma, 8 giugno 2010. Le cronache di ieri si sono occupate molto del rapimento di un neonato all’ospedale “Umberto Primo” di Nocera Inferiore: una donna si era travestita da infermiera e aveva portato via con una scusa Luca Cioffi, nato appena poche ore prima. Il caso si è concluso bene, fortunatamente, intorno a mezzanotte: i poliziotti hanno fatto irruzione in un appartamento poco distante dall’ospedale, hanno ritrovato Luca Cioffi e hanno arrestato la donna responsabile del suo rapimento. La donna si chiama Annarita Buonocore e fa effettivamente l’infermiera, ma in altro ospedale di Nocera.</p>
<p>A caso chiuso, neonato al sicuro e colpevole non più in grado di nuocere, forse è il caso di ragionare su un’altra cosa che è successa ieri, relativamente al rapimento di Luca Cioffi. Per buona parte del pomeriggio, infatti, diversi giornali hanno raccontato che la pista sulla quale stavano investigando i poliziotti portava a una o due donne di etnia Rom.</p>
<p>“Caccia a due donne Rom su Fiat Verde”, ha scritto l’AGI. “Si cerca una Fiat Punto di colore verde con due donne Rom a bordo”, ha scritto il Tempo. Diversi altri siti di notizie hanno rilanciato la notizia, e la “caccia a due donne Rom” è stata a lungo il titolo degli articoli che raccontavano la vicenda del rapimento. Oggi sappiamo che la responsabile del rapimento è una donna bianca (di nazionalità italiana) e poco dopo il ritrovamento del bambino il questore di Salerno ha detto che “avevamo una traccia precisa e abbiamo seguito una sola pista”.</p>
<p>Insomma, secondo la polizia la pista delle donne Rom non è mai esistita. D’altra parte, la madre del bambino rapito ha detto da subito che l’infermiera parlava italiano molto bene. Resta da capire perché la “pista Rom” sia arrivata sui mezzi di informazione e perché ci sia rimasta così a lungo. L’ANSA non ha battuto alcun comunicato scrivendo dell’esistenza di una pista Rom. Questa fa capolino invece in un dispaccio dell’Adnkronos delle 19,22, ma per essere smentita dalla voce di uno degli investigatori: “Dalle testimonianze raccolte, riteniamo che la donna che ha portato via il piccolo Luca fosse italiana e non una Rom”. E in effetti l’ANSA interviene poco dopo, prima per dare conto delle ricerche infruttuose dei poliziotti nei campi Rom della zona (ma la pista c’era o no, allora?) e poi per dare la smentita definitiva, poco prima delle 21.</p>
<p>Qualcuno ha detto che si trattava di donne di etnia Rom – controlli, senza esito, sono stati fatti in campi Rom – ma in serata un identikit diffuso a tutte le forze dell’ordine e su tutto il territorio nazionale ha fatto chiarezza: si tratta di una donna giovane, di carnagione scura, capelli ondulati e lunghi, corporatura esile, altezza tra 1,70 e 1,75, nazionalità italiana perchè ha scambiato parole con la mamma e con la nonna del bambino e ha dimostrato di conoscere bene la lingua.Salvo poi battere un altro dispaccio intorno alle 22, poche ore prima che Luca Cioffi venisse ritrovato, con questo testo:</p>
<p>(ANSA) – ROMA, 7 GIU – Un traffico di neonati tra la provincia di Napoli e l’Agro Sarnese Nocerino venne scoperto due anni fa dai carabinieri della compagnia di Nocera Inferiore, gli stessi che oggi sono impegnati nelle ricerche del neonato rapito nell’ospedale della città. In quel caso, però, i bambini oggetto del traffico non erano stati precedentemente sequestrati, ma erano gli stessi genitori – dei nomadi Rom – a metterli in vendita. I soldi venivano divisi tra la mediatrice, una donna del posto, che venne arrestata, e i genitori dei bambini, quattro romeni e due slavi. Nel corso dell’operazione fu anche recuperata una neonata di 21 giorni che era stata appena consegnata ad una coppia italiana. Le indagini erano partite da una denuncia per truffa presentata da una coppia di coniugi del beneventano. Avevano conosciuto alcuni mesi prima la mediatrice, che si era presentata come una benefattrice e aveva proposto loro un metodo ”alternativo” per ottenere un figlio senza attendere le lungaggini della procedura per l’adozione. Alla coppia di Benevento la donna aveva anche rilasciato una ricevuta per 18 mila euro: ”Per la consegna di due bambine”, era specificato.</p>
<p>Insomma, un caso piuttosto diverso da quello di ieri – quello era un rapimento, questo era invece era un traffico di bambini venduti volontariamente – ma secondo l’ANSA abbastanza simile da essere messo in relazione coi fatti  in corso.</p>
<p>Non si tratta affatto di un fenomeno nuovo. C’è il caso di Ponticelli, a seguito del quale una ragazza fu condannata per tentato sequestro. Un caso oggetto di un libro del giornalista del Corriere Marco Imarisio, che lo definì “una montatura”: i giornalititolarono “Rom tenta di rapire neonata”, la ragazza in questione venne quasi linciata, nei giorni successivi diversi campi Rom vennero dati alle fiamme, per vendetta. Dopo qualche giorno – nel silenzio quasi assoluto dei giornali, stavolta – in molti espressero dubbi sul fatto che si trattasse davvero di un tentativo di rapimento. In ogni caso, venne fuori che la ragazza non era nemmeno di etnia Rom. Qualche anno prima ci fu un altro caso simile a Lecco, qualche tempo dopo accadde la stessa cosa a Catania: arresti per rapimento, grandi allarmi e titoloni sugli zingari che rapiscono i bambini, e poi assoluzioni per mancanza di qualsiasi elemento a carico dell’accusa.</p>
<p>Viviamo in un paese in cui – a causa di una singolare e inquietante commistione di psicosi collettive, razzismo e mitologia medievale – per ogni bambino rapito si trova sempre qualcuno pronto a tirar fuori e avvalorare presunte “piste Rom”. Un paese in cui una persona di etnia Rom che si avvicina a un bambino è già un “tentativo di rapimento”: al quale seguono – nel migliore dei casi – degli arresti; nel peggiore, dei linciaggi. Ma è molto peggio di così. Viviamo in un paese in cui dello stesso pregiudizio ignorante sono vittime a volte le stesse forze dell’ordine, o la magistratura: all’epoca del caso di Ponticelli il sostituto procuratore Alessandro Piccirillo disse in aula che “la Romania è entrata a far parte nella comunità europea, pertanto deve integrarsi con la nostra cultura. Il rapimento dei neonati non appartiene alla nostra cultura”. Ma è molto peggio di così. Viviamo in un paese in cui – salvo qualche eccezione – l’informazione e il giornalismo non si lasciano scappare un’occasione per mettere nello stesso titolo la parola “rapimento” e quella “Rom”, anche quando i fatti suggerirebbero maggiore cautela, salvo poi scrivere lunghi articoloni indignati per gli effetti criminali e perversi delle campagne d’odio innescate con la loro complicità.</p>
<p>Mentre scriviamo alcuni giornali sono già saltati sul prossimo caso, stavolta a Prato: l’AGI scrive che “tre Rom cercano di rapire un bambino”. L’ANSA descrive la dinamica dei fatti e racconta quindi quello che oggi, in Italia, è considerato – dalle persone, dalla stampa, dai carabinieri – un “tentativo di rapimento”.</p>
<p>Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sulla base della testimonianza di un vicino di casa della famiglia del piccolo, erano circa le 16 quando un uomo, con i baffi, si sarebbe avvicinato al muretto del terrazzino dove il bambino stava giocando da solo, mentre i genitori erano dentro casa. L’estraneo avrebbe teso le braccia al bimbo che avrebbe reagito immobilizzandosi. A notare tutta la scena il vicino di casa che, preoccupato anche per aver visto due Rom nel posteggio condominiale, ha raggiunto l’uomo chiedendogli spiegazioni su cosa stava facendo. Lo sconosciuto, senza dire nulla, si sarebbe allontanato a piedi insieme alle due donne.</p>
<p><a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2010/6/9_No%2C_non_erano_i_Rom.html" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>Triboniano. Circolo Diritti Umani svolge indagine sociale per evidenziare emergenze</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 15:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milano, 28 maggio 2010. “Siamo stati al campo Rom milanese di via Triboniano. Abbiamo incontrato alcune famiglie e valutato le condizioni di vita nell’insediamento, le strutture igieniche, il sostegno sociale e sanitario, gli standard di desegregazione messi in atto dalla città di Milano per evitare discriminazione e disagio sociale.











Purtroppo abbiamo constatato che il livello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, 28 maggio 2010. “Siamo stati al campo Rom milanese di via Triboniano. Abbiamo incontrato alcune famiglie e valutato le condizioni di vita nell’insediamento, le strutture igieniche, il sostegno sociale e sanitario, gli standard di desegregazione messi in atto dalla città di Milano per evitare discriminazione e disagio sociale.</p>
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<div><img src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2010/5/29_Triboniano._Circolo_Diritti_Umani_svolge_indagine_sociale_per_evidenziare_emergenze_files/MsNavanethemPillay.jpg" alt="" /></p>
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<p>Purtroppo abbiamo constatato che il livello di vita delle famiglie Rom nel campo è al di sotto degli standard previsti dalle normative italiana ed europea che combattono povertà e segregazione.</p>
<p>Abbiamo fatto presente alle Istituzioni l’urgenza di rispettare la Direttiva 2000/43/CE del Consiglio d’Europa, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica. L’Alto Commissario Onu Navi Pillay, nel corso della recente visita a Roma, aveva ammonito l’Italia affermando chiaramente che ‘dipingere i Rom come criminali può portare a tensioni’.</p>
<p>Le sue preoccupazioni, purtroppo, sono diventate realtà”. Così inizia una nota diramata dal Circolo Generazione Italia di Milano, Sezione Diritti Umani, che ha condotto un’indagine conoscitiva presso il campo nomadi, con particolare riguardo alla popolazione infantile. “Stiamo avviando una serie di contatti con le autorità cittadine per sottoporre loro urgenze trascurate finora,” prosegue la nota, “quali il benessere dei bambini e degli adolescenti, i diritti delle donne, il supporto ai malati e portatori di handicap, il futuro delle famiglie più disagiate. La percezione del futuro è il fattore critico che riguarda il campo e che ha scatenato tensioni nelle scorse settimane.</p>
<p>E’ fondamentale che il programma di accoglienza per le famiglie sia definito con urgenza, in previsione del prossimo 31 dicembre, data entro cui l’area di via Triboniano lascerà spazio ai lavori per l’Expo 2015. Le cento famiglie del Triboniano non hanno le risorse per procurarsi un alloggio e mezzi di sussistenza, al momento attuale, senza un supporto sociale e logistico serio: non solo sacerdoti e volontari, ma specialisti nelle politiche di desegregazione. Bisogna strutturare piani casa/lavoro/scuola puntuali ed efficaci.</p>
<p>Sfrattare le famiglie una dopo l’altra non può essere una risposta civile a un’emergenza etnica e umanitaria. Questo chiediamo alle Istituzioni milanesi e siamo disposti a sostenere tali programmi con i nostri esperti e consulenti italiani e stranieri. Abbiamo contemporaneamente chiesto alla Commissione europea e all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani di monitorare l’insediamento, affinché le politiche future rientrino nel piano di inclusione dei Rom e Sinti. Abbiamo anche intervistato un campione di oltre cento cittadini milanesi che vivono presso il Triboniano, constatando che solo una percentuale minima di loro è al corrente delle problematiche di apartheid e disagio che colpiscono i Rom del Triboniano.</p>
<p>La maggior parte dei cittadini è convinta che essi siano ‘nomadi’ per scelta, abbiano una vocazione naturale al delitto e addirittura siano proprietari di case, auto di lusso e oro, ma vivano nel degrado per una loro devianza innata. Sono questi pregiudizi a rendere i milanesi ostili ai popoli Rom e Sinti. Da parte nostra, accompagneremo nei prossimi giorni &#8211; con altre ong &#8211; una delegazione della Croce Rossa Internazionale affinché siano affrontate subito le emergenze socio sanitarie che riguardano una percentuale consistente dei Rom del Triboniano e parteciperemo a un incontro, a Ginevra, con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite, signora Navi Pillay, perché si concertino progetti internazionali di intervento presso le comunità etniche colpite da esclusione sociale, ponendo il Triboniano quale caso esemplare per l’Italia, ma estendendo l’urgenza di intervento ad altri Paesi problematici nell’àmbito dei Diritti Umani: Kosovo, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania e altri”.</p></div>
<p><em>Nella foto, la signora Navanethem Pillay, Alto Commissario Onu per i diritti umani</em></p>
<p><a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2010/5/29_Triboniano._Circolo_Diritti_Umani_svolge_indagine_sociale_per_evidenziare_emergenze.html" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>Un muro rosso contro i Rom a Sesto</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 14:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Sesto ha deciso di erigere un muro per impedire che famiglie Rom indigenti costruiscano rifugi di fortuna.
Il vicesindaco di Milano pone una legittima domanda al centro-sinistra: &#8220;Perché ci avete accusati di razzismo quando abbiamo pensato di mettere un terrapieno contro l&#8217;abusivismo di via Cusago, mentre voi costruite una muraglia anti-Rom lunga mezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Sesto ha deciso di erigere un muro per impedire che famiglie Rom indigenti costruiscano rifugi di fortuna.</p>
<p>Il vicesindaco di Milano pone una legittima domanda al centro-sinistra: &#8220;Perché ci avete accusati di razzismo quando abbiamo pensato di mettere un terrapieno contro l&#8217;abusivismo di via Cusago, mentre voi costruite una muraglia anti-Rom lunga mezzo chilometro?&#8221;.</p>
<p>E&#8217; la stessa domanda che il Gruppo EveryOne pone da anni al centro-sinistra italiano e alle sue amministrazioni locali, dopo aver constatato che le politiche sull&#8217;immigrazione e sui Rom attuate dal governo Prodi e quelle attuate oggi nelle regioni e nelle città di centro-sinistra sono state (e sono) improntate all&#8217;esclusione dei Rom dalla società italiana, esattamente come quelle del centro-destra.</p>
<p>E&#8217; inutile, poi, sfilare nei cortei antirazzisti e prendere la parola ai convegni, manifestando ideali di tolleranza e civiltà. Instancabilmente, tuttavia (&#8220;Gutta cavat lapidem&#8221;), alla luce delle emergenze umanitarie causate da tali politiche e della pessima immagine che esse hanno guadagnato all&#8217;Italia presso la comunità internazionale, chiediamo ancora ai compagni di abbandonare certe ideologie, per tornare ai valori di uguaglianza, solidarietà giustizia sociale tipici della vera sinistra del nostro Paese, quando Enrico Berlinguer affermava che il rinnovamento democratico della società non può che partire dai Rom, il gruppo sociale più escluso e disagiato.</p>
<p>Milano, 26 maggio 2010 – “Il Comune di Sesto San Giovanni decide di costruire un muro lungo 500 metri a recintare un’area demaniale dismessa di 18 mila metri quadri per impedire l’abusivismo dei rom e a sinistra non si muove foglia.</p>
<p>Nessuno scandalo, tutto normale: un assordante silenzio. Peccato che il Comune di Milano lo scorso ottobre sia stato messo alla berlina solo per aver deciso di mettere un semplice rilevato di terra come dissuasore della sosta abusiva dei  camper e delle roulotte dei plurirecidivi sinti siciliani di via Cusago. Un ‘non muro’ che nell’immaginario dei soliti buonisti e benaltristi era diventato una muraglia, un simbolo addirittura della volontà dell’Amministrazione di chiudere le porte all’integrazione.</p>
<p>Mi chiedo dove siano oggi i vari  esponenti del centrosinistra milanese, affetti dal consueto strabismo, sintomo di una manifesta politica dei due pesi e due misure”. Lo afferma il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. “La decisione del sindaco Oldrini,&#8221; continua De Corato, &#8220;ha avuto il pregio di scoperchiare le contraddizioni del centrosinistra. Capace periodicamente di evocare i fantasmi inesistenti della discriminazione, magari avanzando le prima linee delle associazioni, dei centri sociali e dell’area no global, allorché certe decisioni, dettate puramente dalla tutela della sicurezza, vengono prese da Palazzo Marino. E di mettere la testa sotto la sabbia quando sono i sindaci amici ad attuare analoghi provvedimenti”.</p>
<p><a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2010/5/28_Un_muro_rosso_contro_i_Rom_a_Sesto.html" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>Amnesty boccia l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 09:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bocciate le autorità italiane che in alcune circostanze «hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo», nonchè le loro stesse vite, lasciandoli in mare «per giorni senza acqua e cibo». E poi per gli sgomberi di campi rom, i respingimenti e il rimpatrio forzato di immigrati, l’introduzione del reato di «immigrazione clandestina» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia;"><strong>Bocciate le autorità italiane</strong> che in alcune circostanze «hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo», nonchè le loro stesse vite, lasciandoli in mare «per giorni senza acqua e cibo». E poi per gli sgomberi di campi rom, i respingimenti e il rimpatrio forzato di immigrati, l’introduzione del reato di «immigrazione clandestina» e l’assenza del reato di tortura nel codice penale che arginerebbe il pericolo del ripetersi di casi come quello di Stefano Cucchi, il trentenne morto in circostanze molto sospette dopo una settimana di carcere.</span></span></p>
<p><strong>Già da alcuni anni</strong> Amnesty International non è tenera con l’Italia nel suo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Anche quest’anno non ha riservato al governo parole di elogio ma pesanti critiche nel dossier immigrazione.</p>
<p><strong>La differenza è che questa volta</strong> il governo ha respinto con forza le critiche al mittente. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha bollato come «indegne» le parole dell’organizzazione. «L’Italia è certamente il Paese europeo che ha salvato più persone in mare». Per questo, secondo il ministro, il rapporto dell’organizzazione è «indegno per il lavoro dei nostri uomini e delle nostre donne delle forze di polizia, che ogni giorno salvano le persone, tutto il contrario di quello che dice Amnesty».</p>
<p><strong>Parole a cui ha risposto</strong> Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr): «Che l’Italia abbia in passato salvato migliaia di vite umane in mare è sicuramente vero e questo fa onore al Paese. Altrettanto vero, però, è che con la pratica dei respingimenti dal 6 maggio del 2009 l’Italia ha rimandato in Libia senza aver svolto alcuna identificazione anche richiedenti asilo provenienti dalla Somalia e dall’Eritrea bisognosi di protezione».</p>
<p><strong>Il filo conduttore del rapporto 2010</strong> sono «le lacune» della giustizia internazionale, con «alcune grandi potenze che pensano di essere al di sopra della legge». E l’Italia non è ben messa. L’organizzazione stigmatizza il trattamento riservato ai rom, vittime di «sgomberi forzati illegali» (a Roma e Milano) ed esclusi da «un equo accesso all’istruzione, all’alloggio, alle cure sanitarie e all’occupazione».</p>
<p><strong>L’Italia, poi, «ha continuato</strong> ad espellere persone verso luoghi in cui erano a rischio di violazioni di diritti umani» &#8211; ovvero la Libia &#8211; «senza valutare le loro necessità di asilo e protezione internazionale». Inoltre, sottolinea Amnesty, «i governi italiano e maltese, in disaccordo sui rispettivi obblighi di condurre operazioni di salvataggio in mare, hanno lasciato i migranti per giorni senza acqua e cibo, ponendo a grave rischio le loro vite».</p>
<p><strong>Nè si risparmiano critiche</strong> per non aver collaborato «pienamente» alle indagini sulle violazioni dei diritti umani e segnalazioni di «tortura e altri maltrattamenti commessi da agenti delle forze di polizia», anche nelle carceri. Qui si imputa all’Italia di non aver istituito un organismo indipendente di denuncia degli «abusi» della polizia e di non aver ancora introdotto il reato di tortura nel codice penale che eviterebbe molte morti sospette, pestaggi, maltrattamenti delle forze dell’ordine.</p>
<p><span style="font-family: Georgia; color: #606163;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&amp;ID_articolo=942&amp;ID_sezione=274&amp;sezione=" target="_blank">[FONTE]</a><br />
</span></span></p>
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		<title>Rom sgomberati sfilano a San Siro: Lega per una volta sconfitta</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luci a San Siro. Stavolta non solo per Milito, Eto&#8217;o, Messi e Ibrahimovic, ma anche per un gruppo di bambini rom e di varie altre etnie a cui l&#8217;Inter e Mastercard, sponsor della Chiampions, ha dato la possibilità di sfilare con gli idoli di tanti bambini italiani. Una decisione quella di Moratti e dell&#8217;Uefa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luci a San Siro. Stavolta non solo per Milito, Eto&#8217;o, Messi e Ibrahimovic, ma anche per un gruppo di bambini rom e di varie altre etnie a cui l&#8217;Inter e Mastercard, sponsor della <strong>Chiampions</strong>, ha dato la possibilità di sfilare con gli idoli di tanti bambini italiani. Una decisione quella di <strong>Moratti</strong> e dell&#8217;<strong>Uefa</strong> che la Lega Nord non ha digerito troppo bene visto che ieri, sul proprio profilo facebook, <strong>Matteo Salvini invitava a fischiare i bambini rom</strong>.</p>
<p><strong>Si leggeva sul suo status</strong>: &#8220;Appello agli amici interisti di buon cuore: se stasera andate allo stadio, visto che grazie al geniale Moratti prima della partita sfileranno in campo venti bambini rom sgomberati da quei cattivoni del Comune di Milano&#8230; <strong>fischiate!</strong>&#8220;. Tra i suoi amici però, evidentemente, Salvini non deve avere molti tifosi dell&#8217;Inter visto che il pubblico anziché fischiare ha applaudito i piccoli della <strong>Casa della Carità</strong>.</p>
<p>Tra i <strong>bambini</strong> che hanno calcato il campo ieri sera molti sono rom, con alle spalle esperienze di campi e sgomberi, da via San Dionigi e dal cavalcavia <strong>Bacula</strong>. Alcuni ora vivono in <strong>Casa della Carità</strong>, altri nei centri ad essa collegati, altri sono nel nuovo insediamento regolare di Pioltello.</p>
<p>Per loro una giornata particolare. Sono stati accolti a San Siro nel pomeriggio, hanno fatto merenda lì ed hanno vestito la maglia dell&#8217;Inter, scendendo in campo con i giocatori. Subito dopo sono saliti in tribuna. Lì hanno applaudito il trionfo dell&#8217;<strong>I</strong><strong>nter</strong>.</p>
<p><a href="http://www.milanotoday.it/cronaca/bimbi-rom-sfilano-a-san-siro.html" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>CORDOVA, UNA DICHIARAZIONE PER I DIRITTI DEI ROM</title>
		<link>http://www.kirve.it/?p=337</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 12:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La riforma delle regole per la concessione degli stanziamenti del “Fondo sociale europeo” e dei “Fondi per lo sviluppo regionale” può contribuire a una battaglia per i diritti e l’uguaglianza: è il messaggio che giunge dalla città spagnola di Cordova, dove si è concluso il II vertice per l’inclusione della comunità rom in Europa. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La riforma delle regole per la concessione degli stanziamenti del “Fondo sociale europeo” e dei “Fondi per lo sviluppo regionale” può contribuire a una battaglia per i diritti e l’uguaglianza: è il messaggio che giunge dalla città spagnola di Cordova, dove si è concluso il II vertice per l’inclusione della comunità rom in Europa. In una dichiarazione finale, approvata questa sera dalla presidenza spagnola, belga e ungherese del vertice, si sottolinea che le revisione dei meccanismi per lo stanziamento dei fondi europei può favorire l’applicazione del principio di uguaglianza consentendo nei fatti di migliorare la vita delle comunità rom. L’incontro di Cordova era cominciato ieri, in coincidenza con la Giornata internazionale dei rom e all’indomani della diffusione di un rapporto del Consiglio d’Europa nel quale si denuncia il rischio che le comunità nomadi e semi-nomadi tornino a essere penalizzate da operazioni di demagogia politica, magari attraverso una presentazione distorta e strumentale del tema della sicurezza. Sempre nei giorni scorsi era stata approvata dal parlamento europeo una risoluzione che invita i paesi membri dell’UE a creare un coordinamento per le politiche nei confronti dei rom, a stanziare più fondi per la loro integrazione e a contrastare ogni forma di razzismo. Questo impegno, difficile e necessario allo stesso tempo, ha animato molti degli interventi di Cordova. Il ministro spagnolo per l’Uguaglianza, Bibiana Aido, ha evidenziato in chiusura dei lavori l’importanza di una cultura “del rispetto e della conoscenza reciproca”. Le comunità rom costituiscono in Europa la minoranza più consistente, stimata in circa 10 milioni di persone.</p>
<p><a href="http://www.misna.org/news.asp?a=1&amp;IDLingua=2&amp;id=270076" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>Giornata dei Rom: l&#8217;Ue sollecita gli stati al rispetto dei diritti e all&#8217;inclusione sociale</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 12:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’Unione, fondata su valori solidi, deve garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei Rom. E’ inaccettabile che questa minoranza etnica subisca delle discriminazioni&#8221; nello spazio europeo. Lo ha affermato Viviane Reding vice-presidente della Commissione europea in occasione della &#8220;Giornata internazionale dei Rom&#8221; che si celebra oggi. In vista del Vertice europeo sui Rom che inizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’Unione, fondata su valori solidi, deve garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei Rom. E’ inaccettabile che questa minoranza etnica subisca delle discriminazioni&#8221; nello spazio europeo. Lo ha affermato <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/407&amp;format=HTML&amp;aged=0&amp;language=IT&amp;guiLanguage=en">Viviane Reding vice-presidente della Commissione europea</a> in occasione della &#8220;<strong>Giornata internazionale dei Rom</strong>&#8221; che si celebra oggi. In vista del<a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=518&amp;langId=en&amp;eventsId=234&amp;furtherEvents=yes"> Vertice europeo sui Rom</a> che inizia oggi a Cordova in Spagna, la Commissione ha pubblicato<a href="http://www.vita.it/news/view/102211"> due rapporti </a>sulla più importante minoranza etnica dell’Unione Europea.<br />
Nel primo documento, la Commissione esorta gli Stati membri a usare i fondi UE per favore l’integrazione socioeconomica dei Rom. “L’integrazione dei 10-12 milioni di Rom – una popolazione grande come quella del Belgio o della Grecia – costituisce una responsabilità comune degli Stati membri e delle istituzioni UE” &#8211; sottolinea il rapporto. Questa integrazione passa per l’accesso a posti di lavoro e a un’istruzione non segregati, nonché ad alloggi e a servizi sanitari .<br />
Oggi i Rom sono presenti in quasi tutti i paesi europei, in particolare in Spagna (650mila), Romania (535mila), Turchia e Francia (entrambe 500mila), Bulgaria (370mila), Ungheria (205mila), Grecia (200mila), Italia (130mila) e Serbia (108mila). La loro situazione è stata passata al settaccio dalla Commissione europea in un rapporto – il secondo – dove si fa un bilancio sui progressi e le difficoltà registrati negli ultimi due anni.<br />
Per superare gli ostacoli all’integrazione dei Rom, la Commissione ha adottato oggi una comunicazione strategica che traccia a grandi linee un programma in cui si prevedono, tra le altre cose, il ricorso ai Fondi strutturali europei, compreso il Fondo sociale UE e la valorizzazione del potenziale delle comunità Rom nella strategia <a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=518&amp;langId=en">“Europe 2020”</a>.<br />
&#8220;Nonostante la massiccia discriminazione nei confronti di milioni di Rom in tutto il continente, l&#8217;Ue non sta chiamando gli stati membri a rispondere delle loro azioni quando questi vengono meno alle loro responsabilità&#8221; &#8211; sostiene Amnesty International che ha documentato come in diversi paesi europei, tra cui l&#8217;Italia, le autorità non proteggano le comunità Rom. Va ricordato, in proposito, che tra le 92 raccomandazioni che il Consiglio dell&#8217;Onu dei diritti umani ha <a href="http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/UPR/Pages/Highlights9February2010am.aspx">presentato all’Italia</a> a conclusione della &#8220;Revisione periodica universale&#8221; (Upr) figura la richiesta al Governo italiano di interrompere immediatamente la raccolta di impronte digitali di Rom e Sinti e di &#8220;distruggere eventuali dati raccolti in contraddizione con le norme del diritto internazionale sull’uguaglianza e i pari diritti dei cittadini&#8221;.<br />
&#8220;I leader europei devono adottare un piano d&#8217;azione concreto per affrontare le violazioni dei diritti umani che colpiscono le comunità rom. Devono prendere posizione contro gli attacchi razzisti e le espressioni di odio e assumere iniziative efficaci per porre fine alla discriminazione nell&#8217;accesso agli alloggi, all&#8217;educazione, ai servizi sanitari e all&#8217;impiego&#8221; &#8211; ha sottolineato Claudio Cordone, segretario generale ad interim di Amnesty International.<br />
L&#8217;organizzazione ha ripetutamente messo in luce le responsabilità dei governi per non aver posto fine alla segregazione in ambito scolastico, ha denunciato gli sgomberi forzati e il non aver garantito il diritto delle comunità Rom a un alloggio adeguato.<br />
E proprio la situazione degli sgomberi a Milano, il &#8220;piano nomadi&#8221; del Comune di Roma, la richiesta di riconoscimento come minoranza etnico-linguistica e<a href="http://www.dire.it/DIRE-WELFARE/i_rom.php?c=30242&amp;m=10&amp;l=it"> il problema delle discriminazioni saranno le istanze che la Federazione Rom e Sinti </a>insieme (in rappresentanza delle 22 associazioni aderenti) porterà al tavolo di discussione del Secondo Summit europeo sui Rom che inizia oggi a Cordoba.</p>
<p><a href="http://www.perlapace.it/index.php?id_article=3988" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>II Summit Europeo sulla condizione dei Rom e dei Sinti</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 15:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il secondo vertice europeo sull&#8217;inclusione dei rom si svolgerà a Córdoba (Spagna), l&#8217;8 e il 9 aprile 2010, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, come un evento chiave della presidenza spagnola del Consiglio.
La discussione si baserà sugli ultimi sviluppi della questione rom e sinta a livello europeo, in particolare su quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/S7toxochPoI/AAAAAAAADng/uO1XiG5SOQk/s1600/BlobServlet.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457070575369404034" src="http://1.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/S7toxochPoI/AAAAAAAADng/uO1XiG5SOQk/s200/BlobServlet.jpg" border="0" alt="" /></a>Il <a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=518&amp;langId=it&amp;eventsId=234&amp;furtherEvents=yes">secondo vertice europeo sull&#8217;inclusione dei rom</a> si svolgerà a Córdoba (Spagna), l&#8217;8 e il 9 aprile 2010, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, come un evento chiave della <a href="http://www.eu2010.es/en/agenda/otrasreunionesministeriales/evento022.html?idioma=de">presidenza spagnola del Consiglio</a>.<br />
La discussione si baserà sugli ultimi sviluppi della questione rom e sinta a livello europeo, in particolare <a href="http://sucardrom.blogspot.com/2010/04/sinti-e-rom-ii-summit-europeo-dubbi-e.html">su quanto emerso nelle due riunioni della Piattaforma europea per l&#8217;inclusione dei Rom</a> e il 10 principi comuni di base per l&#8217;inclusione dei Rom allegato alle conclusioni del Consiglio EPSCO del giugno 2009. Seguendo il modello dal primo Summit, l&#8217;evento riunirà rappresentanti delle istituzioni dell&#8217;UE, Stati membri, organizzazioni internazionali e società civile di Roma. La partecipazione al Summit è limitata a quelli invitati dalla Presidenza spagnola del Consiglio.<br />
Le federazione Rom Sinti Insieme parteciperà al vertice con due rappresentanti: il Presidente Radames Gabrielli (<a href="http://www.nevodrom.it/">associazione Nevo Drom</a>) e il Consigliere Bernardino Torsi (<a href="http://www.sucardrom.eu/">associazione Sucar Drom</a>).<br />
Bernardino Torsi interverrà su due temi: Anti discriminazione a favore delle popolazioni sinte e rom in Unione Europea e Progetti di inclusione sociale. Di seguito, in sintesi, l’intervento del Vice Presidente di Sucar Drom</p>
<p><strong>Anti discriminazione a favore delle popolazioni sinte e rom in Unione Europea</strong><br />
Le popolazioni sinte e rom subiscono nei Paesi dell’Unione Europea molteplici discriminazioni, in particolare esprimiamo viva preoccupazione per i discorsi sempre più violenti di politici e non che vengono veicolati dai mas media, creando un clima di xenofobia e in alcuni casi di aperto razzismo nei confronti delle minoranze sinte e rom. Si chiede alla Commissione europea e al Parlamento europeo di:<br />
1) promuovere il monitoraggio e un sistema sanzionatorio per gli interventi dei politici che istigano alla xenofobia e alle discriminazioni contro le minoranze sinte e rom i Europa;<br />
2) promuovere il monitoraggio e un sistema sanzionatorio per i mass media che diffondo immagini stereotipate delle culture sinte e rom e che etnicizzano il reato compiuto dal singolo rom o sinto, istigando all’odio razziale;<br />
3) promuovere un sistema di protezione per le famiglie sinte e rom vittime di discriminazioni.<br />
<strong>Progetti di inclusione sociale</strong><br />
Da più parti viene rilevato che le azioni, i programmi e i progetti destinati all&#8217;integrazione dei Rom e dei Sinti continuano a sortire &#8220;effetti limitati&#8221;. Questo trend negativo è secondo noi da imputare da una cattiva impostazione metodologica e dall’incapacità degli Stati membri dell’Unione europea di promuovere politiche efficaci a favore della partecipazione dei Sinti e dei Rom. Si chiede alla Commissione europea e al Parlamento europeo di:<br />
1) promuovere a livello europeo il riconoscimento ai Sinti e ai Rom dello status di minoranze, utilizzando come modello la legislazione italiana, da poco approvata, a favore delle minoranze slovene, in modo tale da rispondere alle problematiche vissute da Sinti e da Rom;<br />
2) promuovere politiche di interazione che sappiano leggere le culture sinte e rom quali ricchezza dell’intera Europa e abbandonare le politiche di inclusione sociale che miarno in maniera sottile all’assimilazione forzata;<br />
3) promuovere e finanziare progetti solo nel caso che i Sinti e Rom siano pienamente coinvolti in tutte le azioni (dall’ideazione progettuale, alla testa di comando e alla realizzazione pratica del singolo progetto, azione o programma), per superare la logica della partecipazione strumentale.</p>
<p><a href="http://sucardrom.blogspot.com/2010/04/ii-summit-europeo-sulla-condizione-dei.html" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>Imprenditore ospita i rom nel giardino dell’azienda: «Ero povero come loro»</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tonin, 100 dipendenti, da 10 anni ospita quattro famiglie nomadi affianco al suo capannone: vivevo in una baracca




SAN GIORGIO IN BOSCO (Padova) &#8211; L&#8217;imprenditore «zingaro». E cacciatore di storie. Da dieci anni ospita quattro famiglie di rom all&#8217;esterno del suo capannone: ha comprato le roulotte e ha dato loro la residenza, così i bambini possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Tonin, 100 dipendenti, da 10 anni ospita quattro famiglie nomadi affianco al suo capannone: vivevo in una baracca</h2>
<div>
<div><img class="alignleft" src="http://corrieredelveneto.corriere.it/Media/foto/2010/02/25/tonin2--190x130.jpg" alt="Il mobiliere Gianni Tonin, imprenditore di San Giorgio in Bosco (Padova), con una delle quattro famiglie rom che ha ospitato all’interno del recinto della sua fabbrica (Gobbi)" width="190" height="130" /></div>
<ul></ul>
</div>
<p><strong>SAN GIORGIO IN BOSCO </strong>(Padova) &#8211; L&#8217;imprenditore «zingaro». E cacciatore di storie. Da dieci anni ospita quattro famiglie di rom all&#8217;esterno del suo capannone: ha comprato le roulotte e ha dato loro la residenza, così i bambini possono andare a scuola. Ma c&#8217;è molto di più da raccontare. E&#8217; una storia che comincia nel Veneto contadino, quando al posto dei capannoni c&#8217;era solo terra. E di un camion in cui si cucinavano gli spaghetti in corsa pur di arrivare in tempo all&#8217;apertura dei mercati. Oltre il muro di Berlino, a Est. Nel palazzo-capannone, sede dell&#8217;azienda con le pareti vetrate, si apre un porta nel corridoio e senza filtri si entra nel laboratorio delle decorazioni. C&#8217;è un mobile bianco in legno massiccio, placcato con fogli dorati: «Questo va in Russia».</p>
<table border="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="La roulotte comprata da Tonin accanto al capannone (Gobbi) " src="http://corrieredelveneto.corriere.it/Media/foto/2010/02/25/tonin1--180x140.jpg" border="0" alt="La roulotte comprata da Tonin accanto al capannone (Gobbi) " width="180" height="140" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td>La roulotte comprata da Tonin accanto al capannone (Gobbi)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Incontriamo Gianni Tonin nel cuore del suo impero a San Giorgio in Bosco dove il mobilificio sforna mobili di design da quando ha inventato il marchio di famiglia. Un suo tavolo, per dire, è finito in una delle edizioni del Grande fratello. Lui, nell&#8217;impeccabile gessato, entra in fabbrica e prende un caffè con gli operai dalla macchinetta. Intasca un numero di telefono ricevuto da una decoratrice romena, che gli chiede: «Gianni chiami tu?». All&#8217;esterno, oltre i capannoni hi-tech ultimati quattro anni fa, lasciati i suv aziendali nel piazzale, c&#8217;è un altro capannone dove risiedono &#8211; regolarmente iscritte all&#8217;anagrafe &#8211; quattro famiglie rom. Sono originari della Romania e sono diventati negli anni italiani a tutti gli effetti. Vivono in un camper e altre roulotte: ci sono dei servizi igienici, la corrente e l&#8217;antenna Tv. Hanno scelto di restare erranti per tutta la vita. Il riscaldamento lo forniscono le bombole del gas e il conto lo salda «Toni ».</p>
<p>E&#8217; il soprannome dell&#8217;imprenditore diventato re degli zingari in casa propria. Ed è lì nell&#8217;accampamento con il falò ai piedi dei capannoni, che c&#8217;è il cuore del suo regno. Si siede nel camper a bere un caffè e ad ascoltare le storie accendendosi l&#8217;ennesima sigaretta. Accade in un Veneto dove in quasi tutti i comuni vige il divieto di stazionamento e ci sono sbarre nei parcheggi. Con un ghigno, Gianni Tonin ricorda quando ha pagato tutte le multe e ospitato nel piazzale le quattro famiglie: «Così imparano a mandarli via». «Ogni giorno c&#8217;era un polverone di denunce e io sono un maestro dei &#8220;disastri&#8221; &#8211; racconta con ironica schiettezza -Ho fatto prendere a tutti e sei la residenza, così ho risolto il problema e i bambini possono andare a scuola: ogni settimana ciascuno riceve ottanta euro, hanno la corrente il bagno esterno e il riscaldamento». E perché lo fa? «Se lo domandano in molti: io voglio sentire le storie del mondo. E visto che posso, faccio qualcosa». Dà un&#8217;altra possibilità. E&#8217; nella carovana, oltre la soglia del suo ufficio, che ricorda come è nato tutto. Risale a quando c&#8217;erano solo i campi dove adesso sorge la zona industriale. Tonin all&#8217;epoca, non era «nemmeno un contadino». «Con i miei genitori vivevamo in una baracca &#8220;abusiva&#8221;, perché chiamarla casa… Era in mezzo alle terre dei contadini, rubavo le uova e le galline per mangiare. L&#8217;acqua la bollivamo per berla, la prendevamoa valle dopo che era passata dai maiali: perché non ci volevano dare niente nelle fattorie».</p>
<p>Il re del mobile si stiracchia sulla poltrona di design, distende le gambe e si scioglie un poco a ritrovarsi bambino. «Io e i miei ridevamo e cantavamo sempre, avevamo la fede: poveri i ricchi!». Racconta e arriva fino all&#8217;incidente che lo ha fatto diventare imprenditore quando, a vent&#8217;anni, faceva il camionista. In un viaggio gli capitò di restare intrappolato sotto la motrice del camion mentre si scapicollava per le strade della Polonia, Cecoslovacchia (allora) e Romania. Ai tempi del muro di Berlino. «Ero specializzato nel cucinare gli spaghetti in camion mentre correvamo: il ritardo al mercato ci sarebbe costato una penale &#8211; dice sorridendo &#8211; Passavamo le frontiere dell&#8217;Urss in silenzio tra carri armati e mitra, i militari guardavano sotto il camion con gli specchi: avevamo sempre un po&#8217; di burro di contrabbando». E via con le discese in folle per lanciare il camion oltre i cento all&#8217;ora. Una di quelle volte, il suo amico si scontrò vicino a un ponte. Lui dormiva in cuccetta: «Mi sono ritrovato con il letto incastrato sotto la motrice che sprofondava nel fango, l&#8217;olio del motore mi bruciava il petto e il peso mi stritolava: mi hanno salvato dei camionisti di passaggio che erano di Tombolo (Padova)».</p>
<p>Dopo essere tornato dalla Romania in treno con sette vertebre fuori posto, ha iniziato a vendere scarpiere a domicilio. Da qui nasce l&#8217;impero Tonin. Prima ne ha assunto uno, poi due fino ad oggi con oltre cento di dipendenti: italiani, turchi, romeni, brasiliani. Il capomastro è il primo romeno che Tonin ha aiutato e ce ne sono stati molti altri. Ancora, perché? «Mi ricordo la fame dei popoli che ho incontrato nei miei viaggi &#8211; racconta &#8211; Una ventina di anni fa sono tornato in Romania e in un bar di notte &#8211; va a nozze con le periferie &#8211; a Baia Mare ho conosciuto Beni, uno di lì, che parla italiano e con lui ho ricostruito un villaggio di zingari». É fatto così. Un giorno poco prima di Natale gli hanno raccontato di romeni che vivevano in un bosco, fuori San Giorgio, nel suo paese. Non poteva lasciarsi sfuggire quel mistero. «Sono arrivato in Bmw con cappello e cappotto nero: pensavano fossi un poliziotto invece li ho invitati tutti a casa per il pranzo di Natale &#8211; ride senza prendere fiato &#8211; E’ stato il più bel pranzo di Natale che ricordi ». Gianni Tonin ha molte altre storie da raccontare. Storie. Dell&#8217;imprenditore che sogna di tornare zingaro almeno per una volta, ancora a bordo della sua carovana.</p>
<p><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/25-febbraio-2010/imprenditore-ospita-rom-giardino-dell-azienda-ero-povero-come-loro-1602537774878.shtml" target="_blank">[FONTE]</a></p>
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		<title>APERITIVO KIRVÈ!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-320" title="aperitivo" src="http://www.kirve.it/wp-content/uploads/2010/02/aperitivo-723x1024.jpg" alt="aperitivo" width="596" height="842" /></p>
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